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Sardegna 13-27/8/2006

Rientrati dalla settimana in montagna prepariamo nuovamente le valige e partiamo per la Sardegna con mio cugino

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L'imbarco era dopo le 11 di sera perciò abbiamo pensato "perché non partire prima e fermarsi in un agriturismo toscano a mangiare una bella fiorentina...".

Abbiamo trovato un agriturismo bellissimo, in cui abbiamo mangiato da Dio "ancora oggi mi ricordo di quella fiorentina"
e speso molto meno di quello che ci aspettavamo.

Appena arrivati in Sardegna andiamo alla casa di mio cugino dove, dato che la casa era piccola e non c'era posto per tutti,
prepariamo l'area per piantare la nostra tenda, bonificando la zona selezionata da sassi e radici.

Nella spiaggia di Balcaccia ci troviamo davanti una scultura che raffigura una donna nuda creata con la sabbia
(fatta veramente bene). Su di un lato della spiaggia uno scoglio a forma di cerbiatto.

Un geco che ci teneva sempre compagnia in giro per casa.

Sulla spiaggia di Lu Russo ci facciamo passare per magnati di Play Boy con 3 bellissime conigliette in costume.

Io ed Ambra eravamo i selvatici del gruppo: mentre gli altri se la passavano a dormire fino a tardi e sempre nelle solite spiagge noi giravamo per la Sardegna a visitare spiagge sempre diverse e rovine storiche come queste vicine ad Arzachena.

Vicino casa c'era un poligono di tiro dove io e mio cugino siamo andati ad esercitarci con l'arco... anche se il proprietario mi ha
guardato un po' male quando ho tirato fuori il mio compound (diceva che gli rovinavo i paglioni perche era troppo potente!).

Una mattina ci alziamo prestino come solito e andiamo a Capo Testa, dove decidiamo di fare tutto il giro attorno arrampicandoci sugli scogli diverse volte. Il pomeriggio ci ritroviamo con gli altri sulla spiaggia della Balcaccia (Ambra sul cerbiatto).

La mattina seguente ci svegliamo presto per andare nella spiaggia di Pelosa-Pelosetta ma, una volta là, guardando la spiaggia dalla macchina non si riusciva nemmeno a vedere la sabbia da tanta gente c'era in spiaggia; inoltre era praticamente impossibile trovare parcheggio. A causa dell'eccessivo traffico la polizia ci invita a fare manovra e trovare un'altra spiaggia in cui andare.
Decidiamo di imboccare la prima stradina sterrata che ci capita per vedere dove ci porta...
dopo poco ci ritroviamo di fronte alla bellissima scogliera di Capo del Falcone (Stintino).
Nel pomeriggio siamo arrivati fino alla roccia dell'elefante da dove abbiamo notato un nuraghe e, siccome non era ancora tardissimo, siamo scesi a visitarlo anche dentro.

La sera in un ristorante a Santa Teresa di Gallura decidiamo di prendere il menu turistico che costa un po' di più...
le foto di inizio e fine cena parlano da sole, abbiamo mangiato l'impossibile e ne è rimasto... il nostro pensiero è stato
"chi può essere in grado di dare fondo a questo menù turistico se tre voraci come noi non sono riusciti a farlo?".

Un'altra giornata passata da soli in una spiaggia vicina ad Isola Rossa, a nord-ovest della Sardegna.

Una sera decidiamo tutti assieme di passare il giorno seguente sull'isola della Maddalena, dormendo la notte in macchina. Ci imbarchiamo quindi sul traghetto e arriviamo sull'isola, facciamo un veloce giro a piedi per il paese, poi ci spostiamo sull'isola di Caprera, (collegata da un ponte) per visitare la casa di Garibaldi. Verso sera, mentre giriamo per le strade della Maddalena per guardare qualche bella spiaggia, mio cugino ed i suoi amici cambiano idea e decidono di prendere il traghetto per tornare a casa; rimaniamo così solo noi. Troviamo un parcheggio in paese dove passare la notte.

Il mattino seguente decidiamo, cartina alla mano, le spiagge di Caprera da visitare e finiamo il giro della Maddalena in macchina (mentre cerchiamo un bar dove fare colazione).

Ci spostiamo poi a Caprera, dove cominciamo esplorando il fortino a sud, per poi passare per quasi tutte le calette lungo la costa
fino ad arrivare ad un altro fortino sul centro dell'isola, da cui siamo partiti a piedi lungo un sentiero per raggiungere una bellissima caletta (cala Coticcio). Peccato che a causa delle meduse non siamo riusciti a fare il bagno. Dato che la caletta era superaffollata decidiamo di tornare alla macchina e proseguire il giro. Finita la strada asfaltata cominciamo a percorrere delle strade "sterrate"
(in certi punti per passare sono costretto a scendere e posizionare dei sassi in zone strategiche per non toccare con la macchina). Nel tardo pomeriggio torniamo a sud dell'isola e ci fermiamo un po' nella cala del relitto, dove troviamo una famiglia di cinghiali che passa sul lato della spiaggia tra la gente che scatta le foto. Per ultimo ci spostiamo nella spiaggia adiacente per stare un po' soli, la gente ormai se n'era già andata; il tempo per un ultimo bagno e qualche foto poi di corsa a prendere l'ultimo traghetto della giornata per tornare sull'isola maggiore per mangiare con gli altri.


Per il giorno seguente decidiamo di andare verso sud, sotto Oristano, a visitare la spiaggia di Piscinas,
senza disprezzare qualche tappa intermedia.

La mattina ci svegliamo molto prima del solito e partiamo rimandando la colazione al bar della prima meta (nuraghe di Santu Antine) dove siamo rimasti colpiti dalla catalogazione dei sassi (tutti numerati per ricostruirlo).

Proseguendo siamo arrivati a Monte Vecchio, dove siamo riusciti appena in tempo a scendere con l'ultima guida per visitare
la vecchia miniera, da cui estraevano piombo e zinco.
Girare dentro quei cunicoli con le torce sul caschetto e vedere come riuscivano a consolidare le gallerie usando dei tronchi impilati ad incastro per costruire strutture autoportanti è un'esperienza bellissima.
All'uscita dei cunicoli la guida ci mostra una pala da miniera che funzionava ad aria compressa progettata e costruita nelle officine
della miniera stessa.


Usciti dalla zona delle miniere ci troviamo nel paesino in cima a Monte Vecchio, in cui la strada che porta a Piscinas si biforca;
una delle due ci attira particolarmente lo sguardo perché sul cartello leggiamo "strada a pavimentazione ecologica"; incuriositi prendiamo quella... poco dopo ci ritroviamo su uno stradone di ghiaia molto bello dove incrociamo solo fuoristrada che portano in
giro i turisti. Dopo un bel po' di km lungo questa bellissima e panoramica strada raggiungiamo le spiagge di Piscinas.
Parcheggiamo la macchina e ci avviamo a piedi verso il mare. Poco dopo aver lasciato il parcheggio vediamo su un lato dei binari a scartamento ridotto corredati dai vecchi vagoncini da miniera, che venivano usati per portare le materie prime estratte fino alle navi. Finalmente, dopo aver attraversato questa lunghissima spiaggia, arriviamo al mare. Ci siamo ritrovati a fare il bagno con delle onde altissime... ci siamo divertiti tantissimo. Una bella passeggiata in spiaggia (senza riuscire a vederne la fine, da tanto era vasta),
poi un ultimo bagno veloce tra le onde prima di raccogliere la nostra roba. Ritorniamo verso casa - o, più precisamente, in tenda - decidendo questa volta di fare la strada asfaltata: anche lei inizialmente è sterrata e guadiamo addirittura 2 rivoli d'acqua, di cui uno con l'acqua color ruggine a causa delle miniere a monte.
Un'ultima foto alla spiaggia di Piscinas dall'alto e poi il ritorno in tenda a buio.

Il giorno seguente - aimè - è ora di andare verso il traghetto che ci riporterà alle nostre case, dato che le vacanze purtroppo sono finite... gran bella vacanza, anche se non sempre d'accordo con il resto del gruppo.

Sardegna arrivederci e alla prossima.